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  • Marmi e Pietre di ToscanaDescrizione test
UNI EN 1936
Metodi di prova per pietre naturali
Determinazione della massa volumica reale, della massa volumica apparente, e della porosità totale e aperta - 2007

La massa volumica apparente è il rapporto fra la massa di un provino e il suo volume apparente costituito dal volume della parte solida più il volume dei vuoti. La porosità aperta è definita come il rapporto fra il volume dei pori aperti e il volume apparente del provino.
La massa volumica apparente di una roccia e la sua porosità sono quindi legate alla sua composizione mineralogica e alla sua tessitura.
Il metodo si basa sul principio di archimede (ogni corpo immerso in un fluido riceve una spinta verso l’alto pari al peso del volume del fluido spostato). Si utilizzano 6 cubi 50 mm di lato che vengono essiccati a t=70 ± 5°C fino a massa costante (la differenza di massa tra due pesate successive ad un intervallo di 24 ± 2h deve essere <0.1%). I provini sono lasciati in un essiccatore finché raggiungono la temperatura ambiente quindi vengono pesati (md).
I provini sono introdotti in un contenitore sotto vuoto dove si raggiunge una depressione pari a 2 kPa, mantenuta per 2 ore. Si introduce quindi nel contenitore acqua demineralizzata in modo tale che i provini risultino completamente immersi in non meno di 15 minuti.quando tutti i provini sono immersi si riporta il contenitore alla pressione atmosferica e si lasciano i provini immersi a pressione atmosferica per 24 ore. Dopodiché si pesa ogni provino in acqua in bilancia idrostatica (mh) e, saturo, in aria (ms) dopo averlo asciugato velocemente tamponandolo con un panno umido.

Pompa a vuoto Pompa a vuoto Immersione contenitore
sotto vuoto
Bilancia idrostatica

La mva è espressa, arrotondando a 101 kg/m3, dalla seguente equazione:
equazione Pb
Ρrh = massa volumica dell’acqua a 20°C = 998 kg/m3
Mentre la porosità aperta, arrotondata a 0,1 % viene calcolata mediante la seguente equazione:
equazione Po


UNI EN 13755
Metodi di prova per pietre naturali

Determinazione dell’assorbimento d’acqua a pressione atmosferica - 2008

È il rapporto fra la massa d’acqua assorbita dal provino e il suo peso secco (è un valore in percentuale rispetto alle masse). Si esegue su 6 cubi 50 mm di lato ovvero cilindri o prismi aventi volume almeno pari a 125 ml; il rapporto tra l’area della superficie ed il volume deve essere compreso tra 0.1 mm-1 e 0.2 mm-1.
I provini vengono essiccati a t=70 ± 5°C fino a massa costante. Dopo che hanno raggiunto la temperatura ambiente in un essiccatore vengono pesati (md). Si immergono quindi in acqua demineralizzata e quando il provino è considerato saturo perché è stata raggiunta la massa costante, si asciuga velocemente tamponandolo con un panno umido e si pesa, saturo, in aria (ms).


Essiccatore

La WA (%) è espressa da:
equazione Wa


UNI EN 1926
Metodi di prova per pietre naturali
Determinazione della resistenza a compressione - 2007


È la resistenza che i corpi oppongono alle forze che tendono a romperli per schiacciamento. Le forze agenti devono essere uniformemente distribuite su facce uguali e opposte del provino e la loro risultante deve passare per il baricentro (compressione semplice).
Si esegue su sei provini cubici aventi lato 70 ± 5 mm condizionati a 70°C fino a massa costante.
Il carico viene uniformemente applicato perpendicolarmente (o parallelamente) ai piani di anisotropia con velocità di 0,5 MPa/s mediante una pressa dotata di una cella con snodo sferico.


Pressa

La resistenza a compressione uniassiale r di ogni provino viene espressa in MPa con almeno 2 cifre decimali significative in base alla seguente equazione:
funzione del carico
Dove:
F = carico di rottura del provino (N);
A = area della sezione trasversale (mm2 ).


UNI EN 12372
Metodi di prova per pietre naturali
Determinazione della resistenza a flessione - 2007


Si definisce resistenza a flessione la resistenza che i materiali lapidei oppongono alle forze che tendono ad incurvarli.
Si esegue su 10 provini di dimensioni pari a 150 x 50 x 25 mm condizionati a 70°C fino a massa costante.
I provini vengono posizionati centralmente sui coltelli di appoggio della pressa. Il carico applicato in mezzeria viene aumentato uniformemente alla velocità di 0,25 ± 0,05 MPa/s. La larghezza e lo spessore del provino vengono essere misurati adiacenti al piano di rottura.


Pannello di controllo
macchinario test
resistenza a flessione


La resistenza a flessione Rf di ogni provino arrotondata a 0,1 MPa viene calcolata con la seguente equazione:
funzione del carico
Dove:
F = carico di rottura del provino (N);
l = distanza tra gli appoggi (mm);
b = larghezza del provino (mm);
h = altezza del provino (mm).


UNI EN 12371
Metodi di prova per pietre naturali
Determinazione della resistenza al gelo - 2003


Si definisce come resistenza al gelo la capacità di un materiale lapideo di non degradarsi dal punto di vista meccanico sotto l’azione di cicli di gelo e disgelo.
I provini vengono essiccati a massa costante a 70°C, pesati e poi sistemati in un contenitore, su appositi supporti, ad almeno 15 mm dai provini adiacenti. Vengono poi immersi in acqua a pressione atmosferica fino a metà altezza per 60 minuti, poi per ¾ dell’altezza per altri 60 minuti e poi immersi completamente per 48 ore.
Successivamente vengono sottoposti a 48 cicli di gelo in aria per 6 ore alla temperatura di – 12°C, e disgelo per 6 ore in acqua a temperatura di compresa tra 5°C e 20°C.

Macchinario cicli gelivi Macchinario cicli gelivi
  Temperatura al centro del provino monitorato TEMPO
Inizio del ciclo ≥ +5°C  ≤  20°C T0
FASE 1 IN ARIA ≤ 0°C ≥ -8°C T0 + 2,0 h
FASE 2 IN ARIA ≤ -8°C ≥ -12°C T0 + 6,0 h
FASE 3 IN ACQUA Immersione totale T0 + 6,5 h
FASE 4 IN ACQUA ≥ 5°C  ≤  20°C T0 + 9,0 h
FASE 5 IN ACQUA ≥ 5°C  ≤  20°C T0 + 12,0 h
La resistenza al gelo viene espressa come il rapporto tra la resistenza a flessione di un lotto di provini sottoposti a cicli di gelo-disgelo rispetto ad un analogo lotto in condizioni naturali.


UNI EN 14231
Metodi di prova per pietre naturali
Determinazione della resistenza allo scivolamento tramite l'apparecchiatura a pendolo (USRV) - 2004

È la misura della resistenza allo scivolamento di una superficie non lucida (unpolished slip resistance value - USRV) o di una superficie lucida (SRV).
L’attrezzatura consiste in un pendolo con un pattino realizzato con una gomma standardizzata fissato all’estremità. Il pattino, largo 76,2 mm, scorre lungo una superficie di 126 mm e trascina una lancetta su una scala graduata. Si utilizzano sei provini ognuno con dimensioni 200 x 200 mm, spessore 10 mm. L’attrezzatura è tenuta in una camera a 20°C per almeno 30 minuti prima della prova. La prova può essere eseguita sul provino asciutto o sul provino bagnato. Nel secondo caso si immerge il provino in acqua a (20 ± 2)°C per almeno 2 ore e subito prima della prova si inumidisce le superficie del provino e del pattino con abbondante acqua. Ad ogni misura si registra la posizione della lancetta sulla scala di lettura. Questa operazione viene ripetuta cinque volte registrando la media delle ultime tre letture. Il provino viene quindi ruotato di 180°C dopodiché si ripete la procedura. Il valore di resistenza allo scivolamento di ogni provino è dato dalla media, arrotondata all’unità, dei due valori medi misurati nelle direzioni opposte.

Scivolamento secco Scivolamento bagnato