Le schede di questo catalogo costituiscono una rassegna significativa delle principali varietà di marmi, famosi in tutto il mondo, che provengono dalle cave situate nelle alpi apuane in toscana. Tali schede sono state concepite tenendo in considerazione la vigente normativa europea per la caratterizzazione delle pietre naturali e rappresentano un valido strumento conoscitivo e operativo sia per le aziende del settore, che per i progettisti e gli utilizzatori dei marmi toscani. Le alpi apuane sono situate nella toscana settentrionale. Le principali aree geografiche interessate dall’attività estrattiva sono quelle di carrara (nei quattro bacini di colonnata, miseglia, torano e pescina-boccanaglia), massa, lunigiana, garfagnana e versilia. Dal 2002 è stato costituito il distretto industriale di carrara che include i comuni di carrara, massa, fivizzano, minucciano e montignoso in provincia di massa-carrara e quelli di piazza al serchio, pietrasanta, seravezza, stazzema e vagli di sotto in provincia di lucca, dove sono collocate le principali attività di estrazione e di trasformazione lapidea. La coltivazione del marmo sulle alpi apuane risale all’epoca pre-romana. Le cave attive sono oggi circa 130, di cui 2/3 concentrate nell’area di carrara, e producono circa 1.200.000 tonnellate/anno in termini di blocchi commerciali ed informi. Data l’estrema purezza della maggior parte dei marmi apuani (caco3 > 98%), una consistente quantità degli sfridi di lavorazione in cava viene destinata alla produzione di carbonato di calcio.
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